Smart glasses e wearable: la prossima interfaccia per brand e aziende
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Smart glasses e wearable: la prossima interfaccia per brand e aziende

3 min di lettura

Gli smart glasses non sono più un esperimento di nicchia. Anno dopo anno, produttori diversi (dai grandi player tech a startup più piccole) hanno affinato un’idea semplice ma ambiziosa: portare lo schermo, l’assistente vocale e la fotocamera direttamente sul volto di chi li indossa, senza dover tenere in mano uno smartphone. Con un design ormai molto simile a un normale paio di occhiali, dotati di altoparlanti, microfoni e in alcuni casi display integrati o fotocamere, questi dispositivi stanno smettendo di essere una curiosità tecnologica per diventare un canale reale di interazione digitale.

Da gadget a interfaccia

I modelli oggi disponibili si dividono, a grandi linee, in due categorie: quelli pensati principalmente per catturare foto, video e gestire un assistente vocale conversazionale, e quelli pensati come veri e propri schermi virtuali indossabili, capaci di proiettare un desktop esteso davanti agli occhi di chi lavora in movimento, collegati a smartphone, laptop o console.

Questa distinzione conta, perché segna due direzioni d’uso diverse: da un lato l’interazione rapida e vocale, utile per contenuti social, traduzioni istantanee o riprese in prima persona; dall’altro la produttività, con più schermi virtuali gestibili ovunque ci si trovi.

Cosa significa per chi comunica un brand

Ogni volta che nasce una nuova interfaccia, cambia anche il modo in cui un brand può raggiungere il proprio pubblico. È successo con il passaggio dal desktop al mobile, sta succedendo ora con gli assistenti vocali, e potrebbe succedere di nuovo con i wearable indossabili come questi. Alcune implicazioni concrete meritano attenzione già oggi:

  • I contenuti diventano sempre più contestuali. Un dispositivo che vede quello che vede l’utente e ascolta i suoi comandi vocali apre a esperienze di realtà aumentata legate a un luogo, un prodotto o un momento specifico, non solo a uno schermo generico.
  • La UX cambia forma. Progettare per un display che occupa il campo visivo, o per un’interazione prevalentemente vocale, richiede logiche diverse rispetto a un sito o un’app tradizionale: meno testo, più sintesi, comandi più naturali.
  • Nascono nuovi touchpoint pubblicitari e di prodotto. Live streaming in prima persona, cataloghi visualizzabili in realtà aumentata, assistenti vocali brandizzati: sono scenari ancora di nicchia, ma destinati a crescere insieme alla diffusione di questi dispositivi.

Un territorio ancora giovane, ma da presidiare per tempo

Come per ogni tecnologia emergente, non conviene rincorrere ogni novità, ma nemmeno ignorarla del tutto. Le aziende che iniziano a familiarizzare con queste interfacce, magari sperimentando su piccola scala, si trovano in vantaggio quando l’adozione di massa arriva davvero, invece di dover recuperare terreno in fretta.

Il nostro approccio in MLoiacono

Il nostro lavoro su sviluppo web, UI/UX e sviluppo plugin e piattaforme su misura ci porta a seguire da vicino l’evoluzione di questi nuovi dispositivi e delle interfacce che li accompagnano. Se in futuro la tua attività avrà bisogno di un’app, un’estensione o un’esperienza digitale pensata anche per wearable e smart glasses, siamo pronti a progettarla con lo stesso approccio che usiamo oggi per siti web e piattaforme: partendo dall’esperienza reale dell’utente, non dalla tecnologia in sé.

Se vuoi capire come la tua azienda può prepararsi ai nuovi canali digitali, dai wearable alle interfacce vocali, possiamo aiutarti a valutare le opportunità più adatte al tuo business.

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